14 Ottobre 2016

Quando l'esenzione dagli oneri di urbanizzazione

Ai fini dell’esenzione del pagamento degli oneri urbanizzativi, è necessario dimostrare che l’opera sia realizzata da una Pa o da soggetti privati che esercitino un’attività pubblicisticamente rilevante (profilo soggettivo) e che, per le sue caratteristiche e peculiarità, sia esclusivamente finalizzata ad un utilizzo da parte dell’intera collettività (profilo oggettivo). Il principio è stato confermato da una sentenza del Tar Campania, con la sentenza 27 settembre 2016, n. 4447.

Il comma 3, lett. c), dell’articolo 17 del Dpr 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico dell’Edilizia) stabilisce che il pagamento del contributo per il rilascio della concessione non è dovuto per gli impianti, le attrezzature, le opere pubbliche o di interesse generale realizzate dagli enti istituzionalmente competenti nonché per le opere di urbanizzazione, eseguite anche da privati, in attuazione di strumenti urbanistici (riprendendo la precedente formulazione della lettera f) dell’articolo 9 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, cosiddetto «Legge Ponte»).

Ai fini del regime premiale di cui alla norma citata, è indispensabile accertare la sussistenza di due profili, uno di carattere soggettivo, l’altro oggettivo. Sotto il primo aspetto, bisogna tenere conto delle specifiche qualità soggettive del richiedente il titolo abilitativo. Alla luce, infatti, dell’evoluzione del concetto di Pubblica amministrazione, inteso non più meramente in senso formalistico ma funzionalistico, possono ottenere lo sgravio edilizio non solo le Amministrazioni formalmente previste e riconosciute come tali dalla legge, ma anche soggetti privati (imprenditori individuali, società per azioni) che esercitino un’attività pubblicisticamente rilevante, ponendosi in una condizione di longa manus della Pa.